VARESE E GAVIRATE: LA CRESCITA DEL CALCIO FEMMINILE
Il calcio femminile del Varese FC è oggi una realtà strutturata, in crescita e sempre più punto di riferimento sul territorio. Un progetto che conta sette squadre e oltre 110 tesserate, dall’Under 8 fino alla prima squadra, interamente femminili, e che nasce da un’idea precisa: dare continuità e opportunità.
Le origini risalgono al 2021, quando, a seguito della dismissione della società Ceresium, si presenta la necessità di non disperdere un gruppo di ragazze che rischiava di rimanere senza squadra. È in quel momento che viene presa una decisione chiara: iscriverle come Città di Varese, permettendo loro di continuare a giocare e dando il via a un percorso che negli anni si è strutturato sempre di più.
Il vero punto di svolta arriva però con il Gavirate Calcio. La collaborazione nasce da una visione condivisa: evitare di frammentare il movimento femminile in più realtà e costruire invece un unico progetto forte sul territorio. È una scelta strategica, pensata per ottimizzare le risorse e dare continuità a tutto il movimento. Proprio in quella stagione, il Varese viene promosso in eccellenza e si costruisce una rosa solida, con elementi di affidabilità come il portiere Alessia Bogni, protagonista anche con la rappresentativa regionale, e un reparto offensivo di qualità formato da Lunardi, Cavallin e Mauro. Il campo conferma la bontà delle scelte. La squadra dimostra fin da subito di poter competere, conquistando una salvezza tranquilla e dando continuità a una crescita costante che la porta a stabilizzarsi nelle zone alte della classifica.
Fino ad arrivare all’attualità, con una formazione protagonista anche in Coppa, capace di raggiungere la finale. Ed è proprio nella semifinale di ritorno di Coppa Lombardia, contro la Fiammamonza, che si coglie il senso più profondo del progetto. Al termine della partita, il capitano Michela Di Giorgio racchiude tutto in poche parole: “Vedere così tanta gente è stato motivo di orgoglio, gioco a calcio per serate così”. Un passaggio che non è solo sportivo, ma identitario. Parallelamente ai risultati della prima squadra, cresce anche la struttura del progetto.
Dopo un primo periodo di collaborazione, il rapporto tra Varese e Gavirate si rafforza ulteriormente, fino a diventare un’unica realtà sempre più integrata. Tutto il settore giovanile viene progressivamente inserito sotto il nome Varese Football Club, creando una filiera completa che accompagna le ragazze lungo tutto il percorso, dalle prime esperienze fino al calcio delle grandi. Un modello che oggi rappresenta una delle realtà più complete del territorio, anche grazie all’utilizzo condiviso delle strutture, come l’impianto di Caldana, che permette di sostenere un movimento in costante espansione.
Ma il valore di questo progetto va oltre i numeri. In una provincia in cui spesso le bambine sono costrette a giocare in squadre maschili per mancanza di alternative, il Varese offre la possibilità di crescere all’interno di un settore interamente femminile. Un’opportunità concreta, che permette alle ragazze di scegliere il calcio e di viverlo in un ambiente costruito su misura per loro. Alla base di tutto c’è un lavoro quotidiano che coinvolge figure qualificate e appassionate. Stefania Maffioli, allenatrice della Juniores – protagonista di un’ottima stagione – e responsabile del settore giovanile insieme ad Alessio Milani, rappresenta uno dei punti di riferimento del progetto. Tecnico con patentino UEFA A, ha contribuito in modo determinante alla crescita della filiera, affiancata da uno staff composto da istruttori qualificati, in possesso di patentini UEFA B e C e laureati in Scienze Motorie.“L’obiettivo è far crescere le ragazze, non solo dal punto di vista tecnico ma anche umano”, sottolinea Maffioli, sintetizzando l’identità di un percorso che guarda alla formazione a 360 gradi. Accanto a lei, Rosy Parisi, responsabile del Progetto Bimbo e allenatrice dell’Under 13, segue i primi passi dei più piccoli. Il progetto, aperto sia a bambini che a bambine, si basa su un approccio psicomotorio e rappresenta l’ingresso nel mondo del calcio, spesso il punto di partenza di un percorso più lungo. L’obiettivo della società è chiaro: offrire un ambiente sano, in cui crescere non solo come calciatrici ma anche come persone, trasmettendo valori fondamentali come rispetto, passione, senso del dovere, sacrificio, condivisione, lealtà e inclusione. Senza mai dimenticare che alla base di tutto devono esserci il gioco, il divertimento, l’amicizia e tanti sorrisi.
I risultati di questo lavoro iniziano a vedersi anche fuori dal campo. Negli ultimi anni diverse ragazze hanno raggiunto categorie importanti: Chiara Robustellini, oggi all’Inter e nel giro della Nazionale Under 23, Cecilia Cavallin, oggi in Serie B con il Bologna dopo il passaggio dalla Juventus, Celeste Marchiori, impegnata con la Primavera del Como e già aggregata alla prima squadra, Bianca Artioli nella Primavera del Milan, Sofia Kriukova nel Milan Under 17, Sofia Pittella nell’Inter Under 13 e Supansa Danique Van Engelen calciatrice del Telstar, convocata con la nazionale thailandese Under 17.È da qui che passa il futuro. Un futuro che il Varese femminile sta costruendo giorno dopo giorno, attraverso una struttura solida, una collaborazione diventata identità e una visione chiara. Non solo una squadra. Ma un progetto che continua a crescere.
Andrea Di Benedetto